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The Cure - The Cure
Punto musica
I CURE festeggiano I 25 anni di attività pubblicando questo nuovo album omonimo ed attraverso un lungo tour estivo che li porterà prima in Europa e poi negli Stati Uniti

Il cd inizia con Lost e Labyrinth, due canzoni abbastanza intense, con un sound molto pieno e potente, in crescendo, ma che in realtà fungono da prologo per quella che ritengo la parte più interessante dell’album che inizia con Before Three e passa per The End Of The World (il primo singolo estratto e realizzato in versione cd-single con un’altra canzone inedita intitolata “This Morning”) e Anniversary che a me piace tantissimo perché mi ricorda i primi CURE ed ha un ritmo lento ed un suono molto caldo. Belle anche Us Or Them e Alt.End anche se quest’ultima inizialmente richiama la mitica “In Your House” (inserita in Seventeen Seconds uscito nel 1980) ed ai più assidui fans questo particolare non sarà sicuramente sfuggito. The Promise invece è “la canzone” di questo album. Chi conosce davvero i CURE sa che spesso, per non dire quasi sempre, l’ultima canzone di ogni album da un senso a tutto il resto: pensate a “Seventeen Seconds” (Seventeen seconds 1980), “Faith” (Faith 1981), “Pornography” (Pornography 1982), “The Top” (The top 1984), “Fight” (Kiss me kiss me kiss me 1987), “Disintegration” (Disintegration 1989), “Bare” (Wild mood swings 1996) e “Bloodflowers” (Bloodflowers 2000). Ecco The Promise chiude l’ascolto in pieno stile CURE, con il Robert Smith che ti aspetti, chitarra e voce alla perfezione. A me è piaciuto molto. Un breve cenno alla canzone Going Nowhere che è presente nella versione Europea ma assente in quella Americana. Si tratta di un pezzo lento, una ballata dal suono piuttosto pulito, quasi acustica e romantica, da ascoltare al buio ad alto volume. Magari mentre fuori piove.

Sono stato a 2 dei 3 concerti che recentemente i CURE hanno tenuto in Italia, precisamente a quello di Imola il 19 Giugno (Heineken Jamming Festival) e Milano il 23 Giugno (Coca-Cola-MTV Live), non sono invece andato a Napoli perché troppo lontano. Dal vivo sono sempre uno spettacolo, rendono molto di più che in studio e mi emozionano sempre come se fosse la prima volta e non la dodicesima. Se avete occasione di vederli non esitate, ne vale la pena.


Infine mi permetto una breve parentesi personale: in occasione dell’Heineken Jamming Festival di Imola, subito dopo il concerto, ho potuto avvicinare e conoscere brevemente i membri del gruppo (tranne il bassista Simon Gallup che non era presente). Esprimo qui il mio piccolo “grazie” perché nonostante l’ora (notte inoltrata) e la stanchezza post-concerto, sono stati tutti molto gentili e disponibili. In modo particolare Robert Smith che mi ha permesso di avvicinarmi al suo tavolo e sedere al suo fianco per scambiare due parole e scattare qualche fotografia.

THE CURE
The Cure

(GEFFEN RECORS – 2004)
***

01. lost
02. labyrinth
03. before three
04. the end of the world
05. anniversary
06. us or them
07. alt.end
08. (I don’t know what’s going) on
09. taking off
10. never
11. the promise
12. going nowhere

Brani consigliati: BEFORE THREE – THE END OF THE WORLD – ANNIVERSARY – US OR THEM – THE PROMISE – GOING NOWHERE


Scritto da: bloodflower (1956 Letture Invia Articolo ad un tuo amico Stampa la pagina)


 

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